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domenica 1 aprile 2012

L'UOMO




Domanda: Ci avete detto che l'anima dell'uomo1, alla sua origine, è come nell'infanzia
della vita corporale, che la sua intelligenza si sta appena destando, e che essa tenta le
prime prove della vita. Dove compie lo Spirito questa sua prima fase?
Risposta: In una serie di esistenze, che precedono il periodo da voi chiamato umanità.
Domanda: In tal modo, parrebbe, che l'anima ora umana sia stata il principio
intelligente degli esseri inferiori della creazione?
Risposta: Non abbiamo già detto più volte che nella natura tutto si collega, e tende
all'unità? In quegli esseri, che voi siete lontani dal conoscere tutti, il principio intelligente
si elabora, si individua a poco a poco, e tenta le prime prove della vita; è in certo modo un
lavoro preparatorio come quello della germinazione, in conseguenza del quale il principio
intelligente subisce una trasformazione, e diventa Spirito. Allora incomincia per esso il
periodo dell'umanità, e con questo la coscienza del suo avvenire, la distinzione del bene
e del male e la imputabilità dei suoi atti, come dopo il periodo dell'infanzia viene quello
dell'adolescenza, poi quello della giovinezza, e finalmente quello dell'età matura. In
questa origine non è nulla che debba umiliare l'uomo. I grandi ingegni, i geni sono forse
umiliati, perché furono feti informi nel seno della madre loro? Se ci sono cose che lo
debbano umiliare, sono queste sole: la sua nullità di fronte a Dio, la sua impotenza
d'investigarne la profondità dei disegni, e l'infinita sapienza delle leggi che regolano
l'armonia dell'universo. Riconoscete la grandezza di Dio in questa armonia mirabile, che
fa un tutto indissolubile della natura. Credere che Iddio avesse potuto fare qualcosa
senza uno scopo, e creare degli esseri intelligenti senz'avvenire, sarebbe una bestemmia
contro la sua bontà, che si estende su tutte le creature (LdS).
Domanda: La comunanza di origine del principio intelligente degli esseri che vivono,
non sarebbe forse la conferma della dottrina della metempsicosi?
Risposta: Due cose possono avere la stessa origine, e poi non avere più alcuna
somiglianza. Chi riconoscerebbe l'albero, le sue foglie, i suoi fiori, i suoi frutti, nel seme
informe del granellino dal quale è uscito? Quando il principio intelligente è arrivato al
grado necessario per essere Spirito ed entrare nel periodo dell'umanità, non conserva più
nulla del suo stato primitivo, e non è l'anima delle bestie più che l'albero non sia il seme.
L'uomo, di animalesco, non ha che il corpo e le sue passioni, che nascono
dall'influenza di esso, e dall'istinto di conservazione inerente alla materia. Quindi non si
può dire che un tale uomo sia l'incarnazione di un tale animale, e per conseguenza la
metempsicosi, come viene intesa da alcuni, è un errore.
Domanda: Potrebbe lo Spirito, dopo aver animato il corpo di un uomo, incarnarsi in
quello di un animale?
Risposta: No, perché sarebbe un retrocedere, e lo Spirito non retrocede come il fiume
non risale la sua sorgente.
Domanda: Da quali indizi si può riconoscere in un uomo il progresso reale, che deve
1 Nell'infanzia della sua vita corporale l'uomo ripercorre tutto il cammino evolutivo dall'istintività animale
alla consapevolezza umana, che raggiunge da adulto. Tutto appartiene a ciò che i Maestri chiamano la
"struttura matematica della Realtà". Vediamo sull'argomento alcuni stralci tratti dall'insegnamento dei
Maestri che si sono manifestati attraverso il cerchio Firenze 77.
elevare il suo Spirito nella gerarchia d'oltretomba?
Risposta: Lo Spirito dimostra la propria elevatezza col praticare la legge di Dio in tutti
gli atti della sua vita corporea, e nel comprendere anticipatamente la vita spirituale 

VITALIANO BILOTTA
ALLAN KARDEC
e la grande medianità successiva

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