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venerdì 29 aprile 2011

SE FOSSE STATO UN UOMO DABBENE, SAREBBE MORTO


 Voi dite spesso, parlando di un malvagio che riesce a sfuggire ad un
pericolo: “Se fosse stato un uomo dabbene, sarebbe morto”. Ebbene, dicendo cosí siete
nel vero, perché effettivamente succede molto spesso che Dio accordi a uno Spirito
giovane, ancora sulla via del progresso, una prova più lunga che a uno Spirito già
buono, che, in ricompensa dei suoi meriti, otterrà il favore che la sua prova sia tanto
breve quanto è possibile. Cosí, dunque, quando voi vi servite di questo assioma non
dubitate affatto di pronunziare un blasfema.
Se muore un uomo dabbene e a fianco della sua casa vi sia quella di un
malvagio, voi vi affrettate a dire: Sarebbe stato meglio che fosse toccato a quello lí.
Commettete cosí un grande errore, perché quello che è partito ha terminato il suo
compito e quello che è rimasto forse non lo ha ancora cominciato. Perché vorreste,
dunque, che il malvagio non abbia il tempo di compierlo, e che l’altro resti qui, sulla
gleba terrena? Che direste d’un prigioniero che, avendo scontata la sua pena, fosse
trattenuto in prigione, mentre si desse la libertà a un altro che non ne aveva diritto?
Sappiate, dunque, che la vera libertà consiste nella liberazione dai legami del corpo, e
che fino a che siete sulla terra siete in cattività.
Abituatevi a non biasimare ciò che non potete capire, e sappiate che Dio è giusto
in tutto; spesso ciò che vi sembra un male è in realtà un bene. Ma le vostre facoltà sono
tanto limitate che l’insieme del grande tutto non può essere compreso dai vostri sensi
ottusi. Sforzatevi di evadere col pensiero dalla vostra sfera ristretta, e man mano che vi
eleverete, l’importanza della vita materiale diminuirà ai vostri occhi, perché essa non vi
apparirà che come un incidente nella infinita durata della vostra esistenza spirituale, la
sola esistenza che sia veramente valida. (FÉNELON, Sens, 1861).

IL VANGELO SECONDO GLI SPIRITI (Allan Kardec)

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