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venerdì 11 febbraio 2011

L’ISTINTO E L’INTELLIGENZA


- Che differenza c’è tra l’istinto e l’intelligenza? Dove finisce l’uno e dove incomincia l’altra? L’istinto è un’intelligenza rudimentale, oppure è una facoltà distinta, un attributo esclusivo della materia?
L’istinto è una forza occulta che sollecita gli esseri organici ad atti spontanei e involontari, al fine della loro conservazione. Negli atti istintivi, non vi è né riflessione, né combinazione, né premeditazione. E’ così
che la pianta cerca l’aria, si volge verso l’acqua e la terra che la nutre; il fiore si apre e si chiude alternativamente, secondo la necessità; le piante rampicanti si arrotolano attorno al sostegno, oppure vi si aggrappano con i viticci. E’ per istinto che gli animali distinguono ciò che è loro utile da ciò che è nocivo, si
dirigono, a seconda delle stagioni, verso i climi propizi; costruiscono, senza aver preso lezioni, e con arte più o meno notevole, morbidi giacigli e ripari per la loro prole, e meccanismi per prendere in trappola le prede di cui si nutrono; maneggiano con destrezza le armi offensive e difensive di cui sono dotati; è così che i sessi si uniscono, che la madre cova i suoi piccoli, e che questi cercano il seno materno. Nell’uomo, l’istinto domina esclusivamente all’inizio della vita; è per istinto che il bambino compie i suoi primi movimenti, prende il suo nutrimento, grida per esprimere le sue necessità, imita il suono della voce, e cerca di parlare e di camminare. Anche nell’adulto, certi atti sono istintivi; per esempio, i movimenti spontanei per sfuggire a un pericolo, per difendersi da una minaccia, per mantenere l’equilibrio; sono egualmente spontanei il battito delle palpebre per temperare il bagliore della luce, l’apertura meccanica della bocca per respirare, e così via.
12 - L’intelligenza si rivela per mezzo di atti volontari, meditati, ragionati, combinati, a seconda dell’opportunità delle circostanze.bE’ incontestabilmente un attributo dell’anima. Ogni atto meccanico è istintivo: quello che denota la riflessione, la combinazione, la deliberazione, è intelligente: l’uno è libero,l’altro non lo è.
L’istinto è una guida sicura, che non s’inganna mai; l’intelligenza, per il fatto stesso di essere libera, è talvolta soggetta ad errori. Se l’atto istintivo non ha il carattere dell’atto intelligente, rivela tuttavia una causa intelligente, che è in essenza previdente. Se si ammette che l’istinto ha origine nella materia, bisogna ammettere che la materia è intelligente, anzi più intelligente e previdente dell’anima, poiché l’istinto non s’inganna mai,
mentre s’inganna l’intelligenza. Se si considera l’istinto come un’intelligenza rudimentale, come mai, in certi
casi, è superiore all’intelligenza ragionata? Come può compiere cose che l’intelligenza non può produrre?
Se è l’attributo d’uno speciale principio spirituale, dove va a finire questo principio? Poiché l’istinto si cancella, tale principio andrebbe dunque annientato? Se gli animali sono dotati esclusivamente d’istinto, il loro
avvenire è senza via d’uscita; le loro sofferenze non hanno alcun compenso.Questo non sarebbe conforme né alla giustizia né alla bontà di Dio (vedi cap.2, n. 19).
13 - Secondo un altro sistema, l’istinto e l’intelligenza avrebbero un unico, identico principio: arrivato ad un certo grado di sviluppo, questo principio, che all’inizio ha soltanto le qualità dell’istinto, subirebbe una trasformazione che gli darebbe le qualità dell’intelligenza libera.
Se fosse così, nell’uomo intelligente che perde la ragione, ed è guidato soltanto dall’istinto, l’intelligenza ritornerebbe al suo stato primitivo; e quando egli recupera la ragione, l’istinto ritornerebbe intelligenza, e così via, alternativamente, ad ogni accesso, il che non è ammissibile.
D’altra parte, spesso in uno stesso atto si manifestano simultaneamente l’intelligenza e l’istinto. Nel camminare, per esempio, il movimento delle gambe è istintivo: l’uomo mette un piede davanti all’altro meccanicamente, senza pensarci; ma quando vuole accelerare o rallentare l’andatura, sollevare il piede o deviare per evitare un ostacolo, vi è un calcolo, una combinazione:l’uomo agisce deliberatamente,
di proposito. L’impulso involontario del movimento è l’atto istintivo; la direzione calcolata del movimento
è l’atto intelligente. L’animale carnivoro è spinto dall’istinto a nutrirsi di carne; ma le precauzioni che prende e che varia secondo le circostanze per afferrare la preda, la sua previsione delle eventualità, sono atti dell’intelligenza.
14 - Un’altra ipotesi che, del resto, si lega perfettamente all’idea dell’unità del principio, deriva dal carattere essenzialmente preveggente dell’istinto, e concorda con ciò che c’insegna lo Spiritismo circa i rapporti tra il mondo spirituale e il mondo corporeo. Si sa che Spiriti disincarnati hanno la missione di vegliare sugli incarnati, dei quali sono i protettori e le guide; si sa che li circondano d’effluvi fluidici; e che spesso l’uomo agisce in modo inconscio, sotto l’azione di tali effluvi.
Si sa inoltre che l’istinto, il quale a sua volta produce atti inconsci, predomina nei bambini, e in generale negli esseri la cui ragione è debole. Ora, secondo questa ipotesi, l’istinto non sarebbe un attributo né dell’anima né della materia; non apparterrebbe in realtà all’essere vivente, ma sarebbe un effetto della azione diretta dei protettori invisibili, i quali supplirebbero all’imperfezione dell’intelligenza provocando essi stessi gli atti inconsci
necessari alla conservazione dell’essere: sarebbe un po’ come le dande, che servono a sorreggere il bambino che non sa ancora camminare. Ma, proprio come si abbandona gradualmente l’uso delle dande via via che il bambino impara a reggersi da solo, gli Spiriti protettori lasciano a se stessi i loro protetti, via via che questi diventano capaci di guidarsi grazie alla propria intelligenza.
Così l’istinto, anziché essere il prodotto di una intelligenza rudimentale e incompleta, sarebbe opera di una intelligenza estranea nella pienezza della sua forza; un’intelligenza protettrice, che supplisce all’insufficienza, sia di una intelligenza più giovane, che spingerebbe a fare inconsciamente, per il suo stesso bene, ciò che è ancora incapace di fare da sola; sia di una intelligenza matura, ma momentaneamente ostacolata nell’uso delle sue
facoltà, come avviene nell’uomo durante l’infanzia, e nei casi di idiozia e di malattie mentali.
Un proverbio popolare afferma che c’è un dio per i bambini, i pazzi e gli ubriachi; questo detto è assai più vero di quanto generalmente si creda; questo dio non è altro che lo Spirito protettore che veglia sull’essere incapace di proteggersi per mezzo della propria ragione.
15 - In quest’ordine di idee, si può andare anche più lontano. Però questa teoria, per quanto sia razionale, non risolve tutte le difficoltà della questione. Se si osservano gli effetti dell’istinto, si nota subito un’unità di visione e d’insieme, una sicurezza dei risultati, che non esistono più quando l’istinto viene sostituito dall’intelligenza libera; inoltre, nell’adattamento così perfetto e così costante delle facoltà istintive alle necessità di ogni specie, si riconosce una profonda saggezza. Questa unità di vedute non potrebbe esistere senza
l’unità dei pensieri, e l’unità dei pensieri è incompatibile con la diversità delle attitudini individuali; essa solo poteva produrre questo insieme perfettamente armonioso che si ritrova fin dall’origine dei tempi e in tutti i climi, con una regolarità ed una precisione matematiche, senza venir mai meno.
L’uniformità nei risultati delle facoltà istintive è un fatto caratteristico che implica, per forza di cose, l’unità della causa; se questa causa fosse inerente ad ogni individualità, vi sarebbero tante varietà d’istinto quanti sono gli individui, dalla pianta fino all’uomo. Un effetto generale, uniforme e costante, deve avere una causa generale, uniforme e costante; un effetto che dimostra saggezza e preveggenza deve avere una causa saggia e preveggente.
Ora, una causa saggia e preveggente è necessariamente intelligente, e quindi non può essere esclusivamente materiale. Poiché non si trovano nelle creature, incarnate o disincarnate, le qualità necessarie per produrre un risultato del genere, bisogna risalire più in alto,cioè al Creatore stesso. Se ci si riporta alla spiegazione che è già stata data sul modo in cui si può concepire l’azione provvidenziale (vedi cap. 2, n. 24),
se si immaginano tutti gli esseri compenetrati del fluido divino, sovranamente intelligente, si comprenderà la saggezza preveggente e l’unità di vedute che presiedono a tutti i movimenti istintivi per il bene di ogni individuo. Questa sollecitudine è tanto più attiva, quanto minori sono le risorse che l’individuo ha in se stesso e nella propria intelligenza; ecco perché si mostra più grande e più assoluta negli animali e negli esseri inferiori che nell’uomo.
Seguendo questa teoria, si comprende perché l’istinto è una guida sempre sicura. L’istinto materno, il più nobile di tutti, che il materialismo riduce al livello delle forze attrattive della materia, risulta elevato e nobilitato. Date le sue conseguenze, non doveva essere abbandonato ai capricci dell’intelligenza e del libero arbitrio. Per mezzo della madre, Dio stesso veglia sulle sue creature che nascono.
 16 - Questa teoria non distrugge affatto la funzione degli Spiriti protettori, il cui concorso è un fatto acquisito e provato dall’esperienza: ma bisogna osservare che l’azione di questi è essenzialmente individuale, si modifica
secondo le qualità proprie del protetto, e non ha mai l’uniformità e la generalità dell’istinto. Dio, nella sua saggezza, guida egli stesso i ciechi; ma affida a intelligenze libere il compito di guidare i vedenti, per lasciare a
ciascuno la responsabilità dei propri atti. La missione degli Spiriti protettori è un dovere che essi accettano volontariamente, e che è per loro un mezzo d’avanzamento, a seconda del modo in cui l’eseguono.
17 - Tutti questi modi di considerare l’istinto sono necessariamente ipotetici, e nessuno ha un sufficiente carattere di autenticità per venire presentato come soluzione definitiva. Un giorno il problema verrà certamente risolto, quando si saranno riuniti gli elementi d’osservazione ancora mancanti; fino a quel momento, ci si deve limitare e sottoporre le diverse opinioni al vaglio della ragione e della logica, e attendere che si faccia la luce; la soluzione che più si avvicina alla verità sarà necessariamente quella che meglio corrisponde agli attributi di Dio, cioè alla suprema bontà e alla suprema giustizia (vedi cap. 2, n. 19).
18 - Poiché l’istinto è la guida, e le passioni sono competenza delle anime nel primo periodo del loro sviluppo, talvolta si confondono nei loro effetti. Vi sono tuttavia, tra questi due principi, differenze che è necessario considerare.
L’istinto è una guida sicura, sempre buona; a un dato momento può diventare inutile, mai nociva; si indebolisce a causa della preponderanza dell’intelligenza.
Le passioni, nell’infanzia dell’anima, hanno una cosa in comune con l’istinto: sollecitano gli esseri con una forza egualmente inconscia. Le passioni nascono soprattutto dalle necessità del corpo, e tengono più all’organismo che all’istinto. Ciò che soprattutto le distingue da quest’ultimo, è il fatto che sono individuali e non producono, come l’istinto, effetti generali e uniformi: al contrario, variano d’intensità e di natura secondo gli individui. Sono utili come stimolanti, fino allo schiudersi del senso morale che di un essere passivo fa un essere ragionevole; in quel momento, esse diventano non soltanto inutili, ma nocive al progresso dello Spirito, di cui ritardano la dematerializzazione; e si indeboliscono con lo svilupparsi della ragione.
19 - L’uomo che agisse costantemente secondo il solo istinto potrebbe essere buono, ma lascerebbe dormire la propria intelligenza; sarebbe come il bambino che non lasciasse le dande e non sapesse servirsi delle proprie membra. Colui che non domina le proprie passioni può essere molto intelligente, e nello stesso tempo molto malvagio. L’istinto si annulla da sé; le passioni si domano soltanto con lo sforzo della volontà.

Fonte : le Rivelazioni degli Spiriti ( Allan Kaedec )

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